In allegato un interessante articolo di Italia Oggi.

“In Italia, a oltre cinque anni dal va­ro delle prime iniziative a sostegno del­ la transizione digitale, esiste ancora un numero elevato di micro, piccole e me­die imprese che fa fatica a comprendere la portata della rivoluzione 4.0 e i van­taggi competitivi legati all’introduzio­ne delle tecnologie abilitanti e dei nuovi modelli di business”, ha sottolineato il direttore di Dintec, Antonio Romeo.

Non si tratta solo di capacità di investimento, ma di consapevolezza e conoscenza.

Occorre evidenziare come le nuove tecnologie digitali applicate al manifatturiero richiedano livelli formativi e culturali superiori, sull’adozione delle tecnologie in primis, ma anche sul conseguente utilizzo. Le imprese hanno bisogno di persone che sappiano chiamare le cose con il nome giusto, oltre che di professionalità che sappiano governare l’evoluzione in atto, sapendo distinguere le opportunità dalle false promesse. In questo, la formazione industriale deve basarsi su un forte approccio esperienziale, che permetta di “toccare con mano” le potenzialità delle tecnologie disponibili.

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