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Open Innovation in Toscana

2 Aprile 2011

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Nel passaggio tra la società dell’informazione alla società basata sulla conoscenza cambia il rapporto tra competitività ed innovazione cognitiva: di fatto possiamo constatare come la crescita esponenziale di trasferimento quantitativo di informazioni economiche, scientifiche e tecnologiche, ottenuto sia con l' utilizzazione dei media che di internet, non sia riuscita a tradursi in un cambiamento della piccola e media impresa, capace di elevare socialmente e produttivamente. Di conseguenza, l'elemento di criticità da non sottovalutare è attualmente quello di superare la fase di una facile moltiplicazione di informazioni, per attuare una sistema di innovazione capace di rielaborare le informazioni in conoscenze significative e produttive in modo da favorire lo sviluppo contemporaneo delle attività delle PMI, sia attuando networking di relazione tra PMI e ricerca, che facilitando la crescita di comunità interattive, promuovendo la realizzazione di un sistema di competenze regionale per lo sviluppo delle strategie di Innovazione Aperta.

 
È necessario pertanto individuare ed attuare modalità di azione adeguate ad una realtà produttiva che è divenuta sempre più complessa e in continua trasformazione. In particolare, i paradigmi tradizionali per la formazione manageriale della PMI, oggi appaiono sempre più inadeguati e offrono sempre meno aiuto nel comprendere come cambia lo sviluppo del mondo produttivo a livello globale e locale. Pertanto per rispondere alla complessità e alla rapidità del fenomeno di cambiamento "produttivo e cognitivo" contemporaneo è necessario innestare un processo di investigazione, di Foresight di medio e lungo termine, capace di delineare e realizzare strumenti di comunicazione che consentano di “guidare” le imprese verso nuovi percorsi di successo. Quanto sopra è ottenibile producendo e diffondendo previsioni di conoscenze tecnologiche, seguiti da incontri e seminari appositamente organizzati per favorire nuove prospettive e fare "networking di impresa" in un contesto strategico di Innovazione Aperta, visto essenzialmente in relazione agli avanzamenti della ricerca e del trasferimento reciproco di moderne tecnologie.
 
In Toscana le conoscenze innovative delle imprese sono spesso custodite gelosamente dagli organismi proprietari che ne sfruttano il potenziale economico; quelle sviluppate dai centri di ricerca vengono valorizzate più per il merito scientifico e tecnologico e la visibilità che esse sanno acquisire nelle comunità accademiche che per il valore economico che sanno generale. È invece un concetto ampiamente condiviso che la competitività del territorio non può più fare a meno della interazione e co-operazione delle diverse competenze e conoscenze.Ovviamente, le imprese devono tenersi strette le conoscenze relative al proprio core-business, ma è necessario che esse attivino un approccio più favorevole all’interazione con partner industriale e con i centri di ricerca per ampliare le rispettive capacità creative di sviluppare e ricombinare conoscenze ed incrementare le opportunità di business
 
Come visto, il concetto di Open Innovation ci informa che in un mondo dove la conoscenza è sempre più distribuita, le Imprese non possono contare solamente sulle loro competenze interne per sostenere la loro spinta innovativa, bensì debbono guardare oltre i confini aziendali, acquisendo conoscenze e innovazione da altri sviluppata. Inoltre ne consegue che le Imprese, come i centri di ricerca pubblici e le università, possono valorizzare le proprie innovazioni non soltanto attraverso nuovi prodotti e servizi, ma anche diversi modelli di business che prevedono ad esempio il ricorso a mercati secondari delle tecnologie, dove i diritti sull’innovazione passano di mano attraverso operazioni di licensing, spin-off e quant’altro.
 
La Toscana non parte però affatto svantaggiata rispetto alle opportunità offerte dall’Innovazione Aperta. È presente ottima imprenditorialità ed ottima ricerca. È pero necessario lavorare sulla Cultura d’Impresa che dal laboratorio porta al mercato, per avanzare nuovi modelli di business affinché tanti diversi settori (tradizionali e high-tech) sappiano trovare nella ricerca scientifica nuova spinta al loro vantaggio competitivo. 
 
 
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